Siamo gli studenti del corso accademico in Fotografia e Multimedia della scuola The Darkroom di Firenze. In questo nostro primo post ci presentiamo attraverso le brevi interviste che ci siamo fatti a vicenda.
Il primo contatto professionale con la fotografia lo ha lavorando come assistente in uno studio. Ma il suo interesse per questa disciplina, Francesca Bacci lo ha avuto fin da piccola. Dopo anni di lavoro in questo campo, ha deciso di frequentare il corso alla Darkroom per “colmare alcune lacune”, spiega. Quando le viene chiesto cosa si aspetta dal futuro, risponde citando Ghandi: “sii il cambiamento che vorresti vedere”. (Intervista realizzata da Maria Alexandra Ruf)
Dopo il corso, vorrebbe continuare a sviluppare le sue capacità nella fotografia ma anche nel cinema. Mirko Belotti, 24 anni, di Bergamo, si è diplomato in graphic design e art direction. È venuto a Firenze e studia alla Darkroom per ampliare e consolidare le sue conoscenze. Ha collaborato come grafico freelance allo sviluppo di progetti per aziende e gruppi musicali. Per lui la fotografia è una forma d’arte e d’espressione, un modo per scoprire se stessi; come un dipinto, che si realizza per esternare un’emozione. (Intervista realizzata da Claudio Pagano)
Adelaide Benvenuto, 21 anni, ha l’aria trasognata. Nata e vissuta a Firenze, dopo il liceo psico-pedagogico si iscrive alla Darkroom per poter dare pieno respiro alla sua vocazione: la fotografia. Ancora non sa molto del suo futuro tranne due cose, che tornerà in Cornovaglia e che le piacerebbe molto lavorare dietro un obiettivo. Ama viaggiare e ne sente il bisogno per formarsi e costruirsi. Se le si chiede invece perché ami la fotografia, cambia quasi tono della voce che da timida si fa più salda: “perché decido io il punto di vista”. (intervista realizzata da Paolo Torri)
Ingegnere energetico di 23 anni, ha scoperto la passione per la fotografia all’età di 15, quando i genitori le regalarono la sua prima reflex. Virginia Bonarelli col tempo ha compreso che la fotografia era la sua vocazione e dopo la laurea, nel 2011, si è iscritta alla Darkroom di Firenze. Dice di sé: “Sono tenace, propositiva e amo confrontarmi con gli altri. La fotografia mi permette di mettere in evidenza i dettagli che normalmente e distrattamente non noterei mai”. Nel futuro spera di viaggiare molto e di diventare una fotografa capace. (Intervista realizzata da Ambra Ceccherelli)
“Mi considero una persona insicura, ma sono allo stesso tempo una perfezionista e perciò sul lavoro sono seria e professionale”. Ambra Ceccherelli ha 24 anni, è fiorentina e così insicura non sembra affatto. Da sempre curiosa e intenzionata a confrontarsi con il mondo che la circonda, si è laureata in Scienze della comunicazione. Nel 2011 ha collaborato con un quotidiano online e oggi è iscritta alla Darkroom per specializzarsi nella sua passione, la fotografia, sperando in futuro proprio di poter coniugare il lavoro di giornalista e quello di fotografa (intervista realizzata da Virginia Bonarelli)
Si è avvicinato al mondo della fotografia sin da bambino seguendo la passione del padre. Dopo gli studi in disegno industriale, Paolo Crobu ha deciso di dare una rispolverata a quel mondo entrando alla Darkroom prima come stagista poi come studente. Quando avrà finito, spera di individuare ciò per cui si sente più portato, ricercando nuove esperienze che lo possano arricchire sia professionalmente sia personalmente. (intervista realizzata da Giulia Perin)
“Da piccola tagliavo le teste!”, racconta Martina Dalla Riva parlando del suo primo incontro con la fotografia. Le piace documentare e raccontare con le immagini, cosi si è iscritta al corso della Darkroom per imparare. Finito il corso, non sa cosa succederà, ma il desiderio è quello di lavorare nel campo della fotografia, preferibilmente nel settore della moda e reportage. (intervista realizzata da Paolo Crobu)
Una vita dedicata all’hockey e una passione, la fotografia, scoperta in Inghilterra. Sono questi i motivi che hanno spinto Paolo D’Attanasio, 25 anni, nato a Lodi, a trasferirsi in Toscana. Dopo un anno trascorso a Manchester, ora gioca per il Prato in serie A dell’hockey su pista. Quando non si allena, frequenta il corso alla Darkroom, della quale sostiene essere molto soddisfatto. Il suo sogno ora sarebbe tornare nel Regno Unito per poter appunto lavorare come fotografo. (intervista realizzata da ….se stesso)
“Ho bisogno di esprimere il mio mondo, e la fotografia è ormai diventato il modo più naturale per farlo”, racconta Chiara Gini. Nata a Vinci, si è appassionata alla fotografia da circa due anni, maturando il suo stile da autodidatta e trovando in questa arte, fra le tante che ha sperimentato, il mezzo di comunicazione più completo. Ha deciso di iscriversi alla Darkroom per ampliare le conoscenze tecniche e avere una visione d’insieme sul mondo della fotografia. (Intervista realizzata da Federica Stabile)
“Dare voce a chi non ha voce”. Questo è lo spirito con cui Claudio Pagano ha già realizzato i suoi reportage fra i profughi e gli immigrati a Lampedusa e a Mineo, dove ha collaborato anche con Peace Reporter. I suoi lavori li ha esposti anche in una mostra (“Il senso di Smith. La finestra inversa”), all’università di Catania. L’aspirazione di Claudio, quando avrà finito il corso alla Darkroom, è quella di potersi inserire nel mondo della fotografia, in particolare proprio nell’ambito del fotogiornalismo. (Intervista realizzata da Mirko Belotti)
Un giorno Giulia Perin perse tutte le foto contenute nel suo hardisk: “Purtroppo non ne avevo fatto una copia da lasciare in casa della nonna!”, racconta. Forse, chissà, fu proprio quell’incidente a invogliarla ad approfondire il suo interesse per la fotografia, rimanendo colpita dal piano di studi proposto dalla Darkroom. Oggi si ritiene davvero soddisfatta della decisione presa e continuerà a costruire giorno dopo giorno il suo percorso. (Intervista realizzata da Martina Dalla Riva)
“Vorrei vedere il particolare che sfugge”, così Alex, come tutti la conoscono, parla della sua passione per la fotografia. Maria Alexandra Ruf nasce a Tegernsee in Germania e si trasferisce con la famiglia a Castellina in Chianti quando compie sette anni. Appassionata di fotografia fin da piccola, grazie a suo padre che coltiva lo stesso interesse, le prime foto le scatta a nove anni. Terminato l’istituto d’arte cerca un corso di fotografia professionale, arriva così a Firenze alla Darkroom.
Il futuro?” Tutto da vedere “, sorride. Poi cita Steve Jobs: “ Sarò affamata e folle”.
(Intervista realizzata da Francesca Bacci)
Pugliese d’origine, Federica Stabile si trasferisce a Firenze per iniziare gli studi universitari al Dams, dove si laurea in Storia, con una tesi sui fratelli Alinari. “Non esiste un linguaggio universale, ognuno ha il suo. E io ho deciso di comunicare con la fotografia”, spiega. La determinazione e la voglia di scoprire il mondo della fotografia la portano a iscriversi al corso della Darkroom, intenzionata ad arricchire al meglio le sue conoscenze e a capire quale sia la sua direzione, decisa a includere la fotografia nel suo futuro. (Intervista di Chiara Gini)