Entrando nelle sale adibite all’esposizione, non abbiamo subito avuto idea del grande numero di foto presenti. Le opere, oltre 70, erano infatti suddivise in diverse sale, soltanto al termine del percorso ci siamo resi conto della vastità di questa esposizione, “La natura è il mio regno”.
Il tema è, appunto, la natura ed è evidente come Ansel Adams trasmetta attraverso le sue foto il legame che ha con essa. Possiamo ammirare luoghi fotografati più volte percependo sfumature ed emozioni sempre differenti.
Impressionante la cura, quasi maniacale, che Ansel Adams dedica alle sue opere dal momento dello scatto fino alla stampa.
Ecco quelli che tra i suoi capolavori hanno per qualche motivo attirato maggiormente la nostra attenzione:

Ansel Adams, Aspens (Horizontal), da www.anseladams.com
Tra le bellissime opere che ho potuto ammirare mi ha colpito “Horizzontal Aspens”, scattata nel nord del New Mexico nel 1958. Come in tutte le fotografie di Ansel Adams l’uso della luce è impressionante. Anche occhi inesperti riescono a percepire la perfezione dei dettagli nelle sue immagini. La luce di questa foto è magica, i tronchi degli alberi, gli arbusti sottostanti, ogni componente nella sua “accurata” semplicità è in simbiosi con tutti gli altri. Questa è la natura, questo il genio di Ansel Adams, creare un capolavoro fotografando quelli che potrebbero essere semplici alberi di pioppo. (Francesca Bacci)

Ansel Adams, Moonrise Hernandez, da www.anseladams.com
Una delle foto che più mi ha impressionato dal punto di vista tecnico, ma soprattutto, dal punto di vista emotivo è sicuramente Moonrise Hernandez. “Una fotografia è fatta, non presa”, è questa l’espressione che utilizza il celebre fotografo facendo riferimento a questo scatto che realizzò in meno di un minuto nel New Mexico utilizzando gli ultimi istanti di luce diurna. Questa fotografia ha una luce magica, che mette in risalto la contrapposizione della luna, del cielo scuro, cupo, infinito, e il paesaggio circostante illuminato da lievi raggi solari. Adams scattò questa fotografia senza esposimetro, basandosi sulla luminosità della luna pari che conosceva. Adams ha saputo creare e riprodurre la stessa luce in camera oscura, dandoci così, la fortuna e la possibilità di poter ammirare questo capolavoro. (Claudio Pagano)

Ansel Adams, Monolith, Face of Half Dome, da www.anseladams.com
Tra le stampe esposte, quella che mi ha emozionato maggiormente è stata Monolith, The Face of Half Dome, scattata nello Yosemite National Park in California, nel 1927. Questa fotografia, che rappresenta la maestosa roccia granitica che domina il Parco, inaugurò la fase in cui Ansel Adams prese coscienza di esser diventato un professionista. Nonostante avesse fotografato l’Half Dome innumerevoli volte, fu solo nel 1927 che riuscì ad impressionare sulla pellicola la sua personale visione della natura (la “visualizzazione”, come la chiamava lui stesso). Fu allora, infatti, che decise di scattare utilizzando un filtro rosso, così da scurire molto il cielo e dare al paesaggio un effetto drammatico. Per il celebre fotografo la cura ossessiva della tecnica fotografica aveva come risultato quello di suscitare l’emozione di chi osserva la sue opere. (Federica Stabile)

Ansel Adams, Mt. Williamson, Sierra Nevada, from Manzanar, California
La maestosità dei soggetti è un filo conduttore per tutte le opere all’interno della Mostra. Nella foto scattata nel ’44 a Mt. Williamson, Sierra Nevada, from Manzanar, la scelta della composizione posta su due piani, permette di immedesimarsi con il paesaggio e rende “tangibile” la maestosità delle montagne sullo sfondo. Lo scatto lascia immaginare di essere seduti su una di quelle rocce e poter realmente godersi il panorama mozzafiato. I raggi del sole che filtrano dalle nuvole infrangendosi sui massi, donano un senso di primordiale purezza dei luoghi incontaminati di quell’epoca. (Ambra Ceccherelli)
First you can go out on the Internet and search for sites that feuatre black and white images. Soon you will find that you are drawn to different subjects and the styles of the various photographers.Other than the subject and composition of your images, you will need to be sure that you expose your film as near to perfect as possible and then develop it keeping the temperatures between baths and the wash as close to the same as possible. While developing tables tell processors to keep the temperatures in Color development within a half a degree F, it is not mentioned in the black and white literature which comes with the film. Once you have dried the film in a dust free place, you should be able to print (the perfectly exposed and developed film) without having too much trouble, given that the subject was evenly lit (no more than a 4:1 lighting ration between highlights and shadow area).What you might want to do with your landscape shots is shoot some of them using a 25A red filter. The cloud/sky contrast will be more dramatic.Above all have fun. No one is going to yell at you if your first few rolls of film are not perfect, in fact hope they are not, because you need to see what certain mistakes look like in order to become consistent in your film exposures.