dentro la scuola che cambia con la fotografia

Articoli editoriali

Progetto di solidarietà TheDarkroom-L’Aquila

Arrivai a L’Aquila a capodanno di due anni fa, per avviare un progetto documentario sul post terremoto e sulla situazione della ricostruzione. Mi apparve subito evidente che il disastro generato dal terremoto era stato congelato in una situazione irreale. Tutta la città era ingabbiata in armature di ferro e legno che dovevano trattenere le mura dal collassare alla prossima lieve scossa. E poi? Terminata l’opera di consolidamento, qual era il programma di recupero di questa città d’arte, quinta o sesta in Europa per importanza?

L’idea di estendere il progetto documentario agli studenti del corso accademico di fotografia e multimedia TheDarkroom è nata questo inverno. La proposta è stata subito accolta con favore da tutto il gruppo e dopo Pasqua, all’indomani del terzo anniversario del terremoto, siamo partiti.

Come due anni fa, ancora la città è ingabbiata e nessuna opera di recupero è stata avviata. Ai miei occhi e a quelli degli studenti partecipanti è stato subito evidente lo stato di abbandono a cui il centro della città, ma anche la sua periferia, è lasciato dalle istituzioni.

Non abbiamo potuto fare a meno di pensare alle persone che abitavano queste case fino a pochi anni fa, che in blocco furono costrette a scappare e a non tornare più, neanche per ritirare i propri effetti personali. Una vita interrotta di colpo dal sisma del 2009.

L'Aquila chiama l'Italia.

Capodanno 2011. L'aquila è ancora una città ferma. © Michele Pero

Siamo arrivati a L’Aquila con una domanda: in che condizione è questa città a tre anni dal sisma? Abbiamo preso fotografie degli edifici storici nel centro della città per documentare lo stato attuale, abbiamo ripreso la periferia e le “new town” nate nelle immediate vicinanze, abbiamo raccolto le testimonianze degli aquilani in video interviste preparate sul posto.

Il nostro lavoro didattico potrebbe fermarsi alle fotografie riprese in giro per la città, come se fossimo turisti in gita di piacere. Invece vogliamo andare oltre. Le nostre fotografie, assieme ai racconti dell’evento sismico, possono aiutare a fornire un quadro della situazione che stanno vivendo i cittadini aquilani. Vogliamo condividere la nostra esperienza con gli aquilani e con tutti coloro che non conoscono la situazione di questo gioiello d’arte e delle persone che lo vivevano.

Stiamo organizzando un progetto di solidarietà da far partire assieme ad alcune istituzioni del posto e con l’aiuto di esponenti del mondo dell’informazione, dell’insegnamento e delle belle arti a L’Aquila. Nei prossimi mesi saremo impegnati con gli studenti a editare e selezionare le opere fotografiche delle video interviste.

Lo scopo è quello di far conoscere al pubblico più vasto possibile la situazione attuale de L’Aquila. In molti, in Italia e in Europa, credono che tutto sia ormai risolto ma siamo di fronte all’ennesima tragedia italiana, di cui si rischia di dimenticarci e che potrebbe non trovare più una soluzione.

Un plauso agli studenti del nostro corso accademico che si sono presi a cuore l’iniziativa e stanno lavorando assiduamente, fra le lezioni quotidiane a scuola, nel corso di fotografia che stanno frequentando, e l’editing del lavoro svolto sul campo, per far sbocciare il progetto di solidarietà TheDarkroom-L’Aquila.

Michele Pero, direttore accademico


Mostra fotografica “Su e giù per Firenze”. Un grazie a tutti.

14 Gennaio 2012. Ho il piacere di inaugurare il nostro nuovo blog didattico In TheDarkroom. Voglio farlo con un ringraziamento sentito a tutti gli allievi dei nostri corsi di fotografia di quest’anno che sono stati impegnati nella realizzazione della mostra “Su e giù per Firenze” presso il Caffè Letterario Le Murate, a Firenze.

Un’esperienza bellissima, iniziata a Dicembre 2011, con un tema ambizioso: ripercorrere le tracce del piacevole libro “Su e giù per Firenze” di Pietro Coccoluto Ferrigni, ovvero Yorick figlio di Yorick, il cronista toscano dell’800, che così amava firmarsi.

I pittoreschi racconti delle sue passeggiate fiorentine diventano viste di Firenze nelle opere fotografiche. Immagini in bianco e nero delle sue stradine strette, dei suoi palazzi, delle piazze ma anche della gente, della vita di borgata, dei lavori e dei mestieri, e di tutto quello che è la città oggi agli occhi di un fotografo che passeggia con la sua macchina fotografica al collo con animo sereno, godendo di quello che la città offre.
Sulla spinta di quello spirito ottocentesco che portò Yorick a passeggiare anche lui su e giù per Firenze per un anno intero, raccontandone la vita, gli usi e le abitudini del tempo.

Non cercando di trasporre in chiave fotografica i pensieri scritti di Yorick, ma interpretandoli in forma nuova, attuale. Così vuol essere la nostra ambiziosa opera che inizia con questa prima mostra. Un ritratto della Firenze del nostro tempo.

Mostra fotografica "SU e giù per Firenze" del corso accademico di fotografia

Copyright photo Salvatore Castelli

La mostra, che si chiude oggi con lo smontaggio delle opere, vuol essere la prima di una lunga serie. La prima di altre che ci porteranno ad indagare tutta la città, dai quartieri storici del centro fino alle periferie moderne. Sempre con lo stesso spirito del cronista passeggiatore Yorick. Sempre con i nostri allievi dei corsi di fotografia.
Allievi fantastici di aspiranti fotografi che hanno saputo in pochissimo tempo mettere insieme le conoscenze acquisite in due soli mesi di lezione per sviluppare un lavoro fotografico di un corpo unico eccellente.

Non ho dubbi nell’affermare che lavorare a questa mostra sia stato un piacere per tutti. Abbiamo ricevuto i complimenti del Caffè Letterario che ci invita a partecipare con nuove attività. Abbiamo raccolto gli apprezzamenti degli amici invitati e che si sono susseguiti per tutto l’arco delle feste natalizie. Abbiamo lavorato bene e siamo stati bene.

Dalle fasi di ripresa sul campo, rigorosamente effettuate con pellicola in bianco e nero, al processo di selezione delle opere, alla ricerca di tutti i materiali necessari alla preparazione, fino all’allestimento ed allo smontaggio, tutti si sono mossi in sintonia fra loro. Hanno saputo ottimizzare i tempi e organizzarsi per portare a termine gli incarichi con celerità ed efficacia. Quando i risultati arrivano, il tempo impiegato per arrivarci è stato speso bene.

Aggiungo oggi i miei complimenti personali a questi studenti fotografi ai quali sto avendo il piacere di insegnare nel corso accademico di fotografia e multimedia TheDarkroom.

Si chiude il primo evento TheDarkroom del 2012 ed è stato un successo. Questo ci da la carica per proporre nuove sfide agli studenti, certi che la risposta sarà altrettanto efficace.

Grazie a tutti.

Michele Pero