Sala di posa e laboratori
Ho lavorato a lungo come fotografo in un grande studio, attrezzato di tutto: dalle luci ai fondali, dalle camere oscure ai magazzini per contenere gli oggetti utili, ai set, alle composizioni per gli still-life.
In quegli anni i fotografi erano ancora considerati maghi o stregoni. Nessuno capiva come facessero a “far venire bene” così tante fotografie di seguito. Avevano la conoscenza della chimica, delle tecniche tramandate dai loro anziani maestri, e tanta capacità manuale del “fai-da-te”.
Alla fine degli anni 80, un fotografo medio, fatturava circa 300 milioni di lire l’anno (150.000 euro) e con estrema facilità. Perché tutti avevano bisogno del fotografo, altrimenti... Niente fotografie!
Gli anni 80. L’affermarsi della grande distribuzione. Le aziende dovevano far conoscere i loro prodotti. L’unico mezzo era la pubblicità, sulle riviste e sui cartelloni lungo le strade o sui muri. Ci volevano belle foto, non quelle scattate sul tavolino di casa con la Nikon F o, peggio ancora, con la Olympus Mju, tanto per citare un’attrezzatura inadatta a foto commerciali, d’uso comune fra i “non addetti ai lavori”!
Erano necessari il banco ottico, la pellicola in lastra, magari Kodak, un controllo di illuminazione perfetto e tanta, tanta conoscenza di quello che si andava a fare.
Le aziende spendevano fior di quattrini per avere scatti che oggi sarebbero considerati “facili”, quindi poco pagati. Uno scatto di una serie di catalogo, su lastra 4x5”, poteva costare anche 150.000 lire (75,00 euro) all’inizio degli anni 90.
Allora come oggi, per fare una bella foto, era necessario controllare la luce. Non ci dovevano essere riflessi parassiti, né luci fuori posto. Si ricostruiva tutto in sala di posa.
Ci voleva la sala di posa. O, meglio, era estremamente utile averla.
Quanto poteva costare l’affitto di un garage da 400 metri quadrati, agli inizi degli anni 90, a Firenze? Circa 900.000 lire (450,00 euro). Ovvero sei scatti di still-life ripagavano l’affitto. Il resto era guadagno. Tutti i fotografi professionisti avevano una sala di posa (tranne i fotoreporter, ovviamente).
Anni 90. L’inizio della fine. In punta di piedi, arrivarono internet e la fotografia digitale.
All’inizio pochi diedero peso sia all’uno che all’altra. “Internet”... “Mah, a che serve?”. “Fotografia digitale”... “Non c’è paragone con la pellicola!”. Questi erano i luoghi comuni di quegli anni. Eppure alla base del dramma della fotografia di oggi ci sono queste due rivoluzionarie invenzioni di fine ‘900.
Non voglio fare la storia pedissequa di quanto la presa di coscienza dell’uno o dell’altra hanno pesato nel nostro mestiere. Gli effetti sono ormai noti a tutti. Salto alla conclusione: come lo paga l’affitto della sala di posa il fotografo attuale?
Analizziamo il mercato odierno. Quale è quell’azienda che ha bisogno di realizzare delle belle ed importanti immagini dei suoi prodotti? Tutte. Ma come descritto qualche riga fa, pochissime si appoggiano oggi ai fotografi per realizzarle. Quasi tutte le aziende mettono una Nikon D700 o una Canon 5D in mano ad un dipendente che poco o nulla sa di fotografia e gli intimano di scattare. La foto “viene” perché le macchine oggi provano spesso a sufficienza a colmare le lacune tecniche dei moderni fotografi. La luce sarà così così, perché quasi più nessuno oggi sa cosa voglia dire la parola “fotografia” né cosa è bello e brutto o cosa è tecnicamente giusto o sbagliato. Ma non importa più a nessuno. Il prodotto verrà messo in pubblicità su Facebook con una foto da 280 pixel e lo scopo è raggiunto. Milioni di persone vedono il prodotto e una buona parte lo comprerà.
Tornando alla mia domanda: cosa ci fa con la sala di posa il fotografo, oggi?
Sono ormai vent’anni che il trend è iniziato ed oggi è ormai arrivato alla fine. I fotografi hanno dismesso prima le camere oscure, poi le sale di posa. Quasi nessuno le possiede più. Forse pochi proprietari di locali, ai quali non costa niente l’affitto, per piacere o per passione, continuano a tenere aperta una sala di posa. Per fare quelle poche fotografie, commissionate durante l’anno dalle sempre più rare aziende che cercano un fotografo professionista, è molto più conveniente andare a noleggiare la sala di posa presso un teatro specializzato. Tipo quelli per il cinema, per la televisione o per le grandi produzioni fotografiche, come il Superstudio 13 di Milano. Non è più conveniente continuare a pagare l’affitto per i nostri 400 mq di garage, che nel frattempo è salito a 3000 euro al mese! Non lo fa più nessuno. E poi, quanto un’azienda è disposta pagare uno scatto in studio oggi? E quanti di questi scatti ci vorrebbero per pagare quell’affitto?
La soluzione si trova nella “regola delle tre M” ovvero, le tre parole d’ordine per il fotografo professionista di oggi che sono: multimedialità, modularità e mobilità.
La “multimedialità” oltre alle implicazioni tecniche, prevede senza dubbio un scelta legata ad un modello di comunicazione e presentazione nuovo che prescinde dal “senso del luogo” legato allo spazio fisico. Questo consente di essere attuali.
La “modularità” prevede che il professionista diventi capace di regolare le unità della propria proposta commerciale adattandole ad un target di clienti sempre diverso. Questo consente di avere listini flessibili.
Infine e soprattutto la “mobilità” prevede invece che il fotografo di oggi, sia in grado di spostarsi con la propria attrezzatura, in ogni azienda e da tutti i clienti, riuscendo a creare una location ed un set grazie alle abilità tecniche maturate. Ed ovviamente sostenute da un’attrezzatura adeguata. Questo aspetto consente di non dover pagare “quell’affitto insostenibile” e di offrire comunque un servizio fotografico “in studio”. Ricorrendo quando necessario all’affitto della sala di posa, dove e se presente, o al capannone del cliente stesso.
La scommessa per intraprendere e difendere questa professione diventa vincente, nella misura in cui il professionista riesce ad allinearsi e seguire queste tre regole.
Bisogna conoscere gli strumenti della sala di posa e poi spostarsi laddove una sala di posa c’è. Non è più il cliente che viene da noi fotografi. Oggi siamo noi fotografi che andiamo dal cliente! Oggi ci conviene montare una sala di posa, un set, un fondale on-location, direttamente nel capannone o nello show-room del cliente, e realizzare le fotografie che ci vengono commissionate. Oggi serve una sala di posa da viaggio e il fotografo deve saper gestire una sala di posa smontabile e trasportabile.
“La fotografia sta cambiando. TheDarkroom cambia con la fotografia”
Questo motto è sempre più attuale e risponde sempre di più ad un mondo in via di radicale cambiamento. La nostra scuola, da sempre all’avanguardia nel campo della fotografia, anticipa i cambiamenti epocali che stanno investendo il nostro settore. Le scelte che ci hanno spinto ad alienare le camere oscure (ma non l’insegnamento della stessa!) ci hanno spinto a fare la stessa cosa con le sale di posa. Obsolete, costose che si tramutano in rette più alte per gli studenti. A che pro?
Ma non crediate che non si insegni più la sala di posa o che i nostri famosi corsi pratici non prevedano che lo studente lavori con tutte le attrezzature da studio! Affatto! Vi invito a vedere il breve video del corso di still-life (cliccare il link) del programma accademico 2011-2012 girato durante una lezione del corso. Certo non vedete ragazzi seduti in un’aula che prendono appunti! Eppure, la sala di posa che noi abbiamo montato, con l’attrezzatura professionale che vedete e di cui senza dubbio la scuola dispone, non la trovate oggi se fate un salto in sede, in quella stessa aula. Magari quell’attrezzatura è proprio con il sottoscritto che ci sta lavorando mentre state leggendo queste righe!
I nostri programmi tecnici non sono cambiati. Insegniamo la pellicola, insegniamo la camera oscura così come insegniamo tutte le tecniche di studio, tutta l’illuminotecnica, l’uso pratico di attrezzature da studio, i set da indoor e da on-location, il montaggio di fondali e l’uso di qualsiasi attrezzatura per la fotografia professionale. Come facciamo? Costruiamo qualunque set dovunque, sul momento! Insegniamo ai nostri studenti l’arte di saper portare a casa un buon risultato grazie alla propria preparazione tecnica a dispetto delle condizioni di partenza, con qualunque mezzo e in ogni situazione. Da sempre. Oggi più che mai mostrando come è necessario conoscere tutte le attrezzature, saperle scegliere in base alla necessità di montarle e smontarle facilmente e rapidamente per spostarle da un luogo all’altro. Noi insegniamo la fotografia moderna, per il fotografo nuovo, nel mercato globale di oggi e di domani.
Per queste ragioni non abbiamo più una sala di posa. La nostra sala di posa è qualunque ambiente dove vogliamo scattare delle foto. Sia questa la classe dove teniamo regolarmente lezione, sia la piazza davanti alla scuola, sia la villa di un amico dove realizzare un set di moda o qualsiasi altro ambiente adatto ad ospitarci. I nostri studenti apprendono a maneggiare unità flash mono-torcia, a generatore, a batteria, parabole e beauty dishes, banks e window-light, diffusori, stativi, americane, luci continue, farfalle, giraffe, booms e dolly, tavoli da still-life, piani opalini, piani opachi, spot, fondali e qualsiasi altro strumento necessario al professionista.
Questo servirà il giorno in cui inizierete a lavorare: capacità di adattamento. Chi non saprà come muoversi da solo sarà rapidamente escluso dal mercato.
Siete sconcertati che le aziende non paghino più come un tempo? De resto nemmeno a voi fa piacere spendere cifre astronomiche per un corso di fotografia! Tutto deve essere ricalcolato in funzione dei tempi moderni. Il costo del nostro corso comprende tutta la conoscenza trasmessa dai nostri insegnanti a voi, più l’attività pratica con le attrezzature.
Da noi ci si sporcano le mani. Eppure non abbiamo una sala di posa fissa.
Da noi si apprende velocemente. Sappiamo come stare al passo coi tempi.
Da noi il prezzo del corso è sostenibile. Ed il risultato possibile. Perché sappiamo seguire il mercato.
TheDarkroom è la scelta efficace per un mondo che cambia.
Michele Pero, direttore accademico
Fotografia di moda alle spiagge bianche di Rosignano Solvay

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